In viaggio per Tuttopoli

Francesca Dragotto

Autrice di “Tuttopoli”, di “Moggiopoli” e de “Il coso e la cosa” e di tutti i loro contenuti, ricercatrice nel settore “Glottologia e Linguistica”, vive e lavora a Roma, presso l’Università di Tor Vergata.

Ha interessi e curiosità per (quasi) tutto quello che riguarda le lingue e il linguaggio.

La sua produzione bibliografica comprende una cinquantina di lavori, principalmente saggi e articoli su questioni connesse con la linguistica latina, con i sistemi numerali e la loro rappresentazione, con la creazione neologica, con la lingua della comunicazione istituzionale, con gli effetti linguistici dell’interdizione psicologica, con la pubblicità, argomento sul quale sta per terminare un volume che uscirà in autunno per l’editore Egea.

Insegna presso i corsi di laurea in “Scienze della comunicazione”, “Lettere”, “Letteratura italiana filologia moderna e Linguistica”, “Logopedia” e “Tecniche audioprotesiche”, dal 2012 presso il dottorato in “Fisiologia Dei Distretti Corporei” (implicazioni culturali e linguistiche del cibo e della nutrizione), dal 2013 anche nel Tirocinio Formativo Attivo e presso vari master in presenza e a distanza.

È coordinatore redazionale del LIOn “Laboratorio internazionale di onomastica” e coordinatore didattico del Master a distanza in “Linguistica e onomastica” (SLO), entrambi attivi presso il secondo Ateneo di Roma.

È membro del board di Sensibilia, di Eurolinguistica sud e collabora su questioni di lingua con “Il riposo del guerriero“, il programma domenicale di Radio 24 condotto da Stefano Gallarini, e con “Cose dell’altro Geo” di Rai Tre, condotto da Massimiliano Ossini.

8 commenti »

  1. [...] della giornata, coordinata da Francesca Dragotto, è di proporre spunti di riflessione sul tema che affianchino quelli più tradizionali, [...]

    Pingback di Chi siamo « GRAMMATICA E SESSISMO — 27 febbraio 2012 @ 11:32

  2. Esimia Francesca Dragotto, l’ho apprezzata oggi nella trasmissione su Rai3 “Cose dell’altro Geo” a proposito dei saluti. Lei che è linguista, cosa ne pensa dell’espressione che spesso viene usata dai giornalisti, quando dicono: “Sciopero della fame”… non sarebbe più corretto dire “Sciopero dell’alimentazione” ? Sciopero in effetti significa “astensione”.
    Poi, i giornalisti hanno detto anche: “Attentato alle Torri
    Gemelle”… ma purtroppo i terroristi non hanno “tentato”… poiché dal loro punto di vista, l’atto criminoso è andato a buon fine. Il verbo “attentare” significa “tentare di arrecare danno a qualcosa o a qualcuno”.
    Non sarebbe più corretto dire “Atto criminoso e terroristico alle Torri Gemelle” ?
    Eppure questa parola “attentato” viene usata in tutte le occasione che viene commesso un gesto criminale.
    Grazie per l’attenzione.
    Enrico Visetti – Genova.

    Commento di Enrico Visetti — 24 settembre 2012 @ 16:47

    • Gentilissimo sig. Visetti,
      grazie innanzi tutto per aver scritto per condividere con me le sue consideraioni linguistiche.
      Le osservazioni che fa sono tutt’altro che peregrine: se la lingua evolvesse e si dipanasse nei meandri della comunicazione in modo “analogico” – mi passi il termine che prendo in prestito da una delle più antiche dispute linguistiche dell’antichità – avremmo per i termini che propone delle restrizioni che di fatto nullificherebbero i significati attuali.

      La lingua, però, da sempre, è analogica e al tempo stesso “anomala” (l’altro elemento dell’antica disputa); si piega ai bisogni comunicativi che spesso sono mossi dall’emotività, dall’esigenza di immediatezza e ciò può determinare delle incongruenze che funzionano e anzi diventano nuovi significati di riferimento per quei termini.

      Credo che la riflessione sia la sola via che ci permetta di muoverci nel ginepraio che si cela appena sotto la superficie delle parole. E mi sembra che lei, come me, provi forte il gusto di farlo. Tutto ciò posto… a volte si è costretti a stare a guardare, pronti ad intervenire non appena l’abuso linguistico porti il termine a diventare un termine del ri-riuso pronto per mille occasioni. E alla mercè di chi con le parole controlla le masse.

      Che ne pensa?
      Saluti, è il caso di dire
      F.

      Commento di Francesca Dragotto — 24 settembre 2012 @ 17:01

  3. Non trovavo altro posto dove scrivere per farle notare questo monologo di George Carlin, brillante come sempre, ma particolarmente interessante sul come usiamo la lingua.
    Che ne pensa?
    Ecco il collegamento:

    Commento di Michele — 4 dicembre 2012 @ 22:16

  4. [...] chi parla”, su Radio 24, consiglio di fare un giro su Tuttopoli.com. L’intervento di Francesca Dragotto è davvero [...]

    Pingback di Cibo e lingua: un binomio gustoso « cheap and kisch — 20 gennaio 2013 @ 16:59

    • Grazie Simona!! Quando vuoi contribuire con qualche contenuto … questo blog è come se fose tuo ;)

      Commento di Francesca Dragotto — 20 gennaio 2013 @ 17:21

  5. [...] Barbara Continenza, Francesca Dragotto con la collaborazione di David [...]

    Pingback di Comunicare la Scienza | Comunicare la scienza — 25 aprile 2013 @ 08:15


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