“Said in Italy” del 21 giugno 2016

Organolettico: composto degli elementi greci organon ‘organo’ e leptos, indica letteralmente ‘ciò che si può prendere, afferrare’; il suo uso si è però specializzato per riferirsi alle proprietà di una sostanza rilevabili attraverso gli organi di senso. L’aggettivo, che l’italiano prende in prestito dal fr. organoleptique, attestato sin dal 1829, è impiegato dalla metà del XIX secolo (il GRADIT di De Mauro riferisce che la prima occorrenza data 1841).

Dall’aggettivo, usato per lo più nell’espressione esame organolettico ‘esame con cui si valutano le proprietà sensoriali degli alimenti, quali il sapore, l’odore, il colore, etc.’ (lo Zingarelli rileva il primo impiego di questa locuzione nel 1970) si è poi formato, per derivazione, l’astratto, piuttosto raro, organolessi ‘esperienza sensoriale’.

Per saperne di più.

Benché di uso comune, il termine si presta a deformazioni da parte del parlante, che, interpretandolo alla luce della conoscenza di elementi a lui più familiari, finisce con il produrre… un cortocircuito, giacché ne altera la forma espressiva in organoelettrico.

Come infatti ciascuno di noi ha sperimentato almeno una volta nel corso della vita, il ricorso, specie nella lingua della conversazione di tutti i giorni, al bagaglio delle proprie conoscenze linguistiche avviene con una evidenza direttamente proporzionale alla novità e complessità del termine da analizzare.

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