“Il riposo del guerriero” del 19 agosto 2012

Veniamo, come anticipato nella prima puntata estiva, al tormentone: ogni estate ne ha uno o più di uno, è un accrescitivo di tormento ottenuto utilizzando il suffisso –one.

La parola è moderna, nel senso di recente: la troviamo impiegata nella cronaca giornalistica almeno dagli anni Sessanta, nel linguaggio teatrale e cinematografico (battuta o azione tormentone), nella lingua dell’uso. Indica ‘la situazione perdurante e fastidiosa, ripetitiva, assillante’, che, come ho già avuto modo di dire, depaupera la semantica del termine di volta in volta tormentone. Nel senso che il termine che via via si accredita come tormentone paga la facilità con cui si imprime e viene richiamato dalla mente dei parlanti con un impoverimento della capacità di trasmettere un contenuto.

I tormentoni solitamente sfruttano meccanismi tipici della retorica per favorire la memorizzazione (rime, allitterazioni, ambiguità, significati doppi) sia nel caso di battute sia di ritornelli o motivi portanti di canzoni. Un grande utilizzatore di questo termine è stato e forse è ancora Alberto Arbasino, cosa che induce a pensare – vista la ricorrenza di passi di Arbasino tra le prime attestazioni del termine da parte dei repertori – che l’ambito di diffusione del termine possa essere stato quello giornalistico.

La voce tormentone estivo è inoltre presente come lemma in Wikipedia e, nel 2011, ha ottenuto una sorta di canonizzazione da parte del quotidiano la Repubblica, che ha provveduto alla compilazione degli annali dei tormentoni estivi dal 1971 al 2011 (http://temi.repubblica.it/repubblicamilano-tormentoni-estivi/): quarant’anni di colonne sonore di ciascuna delle estati che separano Quei ragazzi stregati dalla rosa di Roberto Vecchioni (1971) da Un’estate da libro Cuore, del duo Franti-Jovanotti (2011).

Per esemplificare attingendo alle risorse linguistiche, ecco due classici (o ever green) dell’estate… giornalistica e non.

Canicola antic. canicula: la stella di Sirio, nella costellazione del Cane maggiore, detta anche stella canicolare. L’etimo è da cane.

Viene usato in riferimento all’estate perché quando il sole si trova nella costellazione del Cane maggiore (24 luglio – 26 agosto) si verificano i giorni di maggiore caldo). Dal sostantivo si è poi formato il verbo (denominale)

canicoleggiare: ‘ardere, essere caldissimo’, curiosamente non sfruttato dai parlanti (persino il motore di ricerca Google non offre riscontri quando se ne ricerchino le attestazioni).

Altro animale che ricorre per dare voce ad un caldo insopportabile è, come prevedibile, il leone, almeno nella parola solleone, ancora una volta collegato a discorsi sulle costellazioni: dal 22 luglio al 23 agosto, perciò grosso modo nel medesimo periodo del caldo canicolare, il segno che domina lo zodiaco è infatti il leone.

Ecco perciò il sole leone, che univerbato e sottoposto a sincope vocalica dà solleone e che nei paesi nordici indica il sole di mezzanotte.

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