Materiali e considerazioni per un’intervista a “il Tirreno”

Quando si parla di anglismi e in generale di forestierismi (sebbene, soprattutto in epoca più recente, l’anglofonia abbia giocato e giochi tuttora un ruolo di assoluta predominanza tra le lingue prese a modello dall’italiano per la ripresa di elementi lessicali) si assiste alla istintiva e per certi versi incontrollabile presa di posizione da parte di chi sia in grado di formalizzare e motivare le proprie opinioni in materia di competenza linguistica.

Accade così che si vengano a formare due partiti, che oppongono, l’uno di fronte all’altro, da una parte i sostenitori di una tendenza per così dire purista, improntata sulla necessità di salvaguardare la lingua italiana attraverso la creazione di barriere in grado di arginare il fascino pernicioso dello “straniero” e, dall’altra, di chi intravede nell’apertura e negli effetti del contatto con l’alterità un potente mezzo di rinnovamento, di ammodernamento e di ampliamento di potenzialità espressive della propria lingua.

Chi si riconosce nella prima posizione, cita a esempio l’atteggiamento di chiusura o almeno di rigoroso controllo di altre lingue, francese in testa; di contro, i sostenitori del secondo schieramento (termine tutt’altro che casuale) fanno risuonare “parolone” del calibro di internazionalizzazione per giustificare anche il più inutile o superfluo degli scippi.

Inutilità, superfluità e scippo potrebbero del resto costituire tre termini chiave – certo non i soli – per descrivere l’essenza e l’atteggiamento talvolta (spesso) poco misurato che accompagna la pratica del prestito (inter)linguistico.

La ragione di questa affermazione è presto detta.

In sé, nessuna lingua avrebbe la necessità di ricorrere al prestito per dire qualcosa che fino ad un certo punto non è si è avvertito lo stimolo a dire o che, semplicemente, si vuole dire in maniera diversa per ragioni che con la lingua hanno poco a vedere (ma che hanno a che vedere con fattori ideologici, politici, culturali; insomma con tutto quell’insieme composito e articolato di fattori che fanno da scenario alla lingua ma che al contempo ne determinano l’assetto in ogni singola epoca).

Quando, però, ignari di o in barba a questa condizione, si “decide” di procedere alla ripresa, ecco che allora le cose si complicano, rischiando di far perdere di vista il cuore del problema.

Necessario, di lusso, adattato, non adattato, parziale, sono solo le principali specifiche che servono a spiegare con che tipo di ripresa si abbia a che fare. Se, infatti, anche il purista può giungere a provare un minimo non dico di benevolenza, ma almeno di tolleranza, nei confronti del prestito realmente necessario (quello che, ad esempio, segna l’ingresso nella propria cultura di una “cosa”, quella cui si accompagna il nome, fino ad allora sconosciuta), nei confronti di tutto quanto non rientri nell’alveo della necessità non appare evitabile la concentrazione dei suoi strali indignati per la scarsa considerazione riservata all’italiano, lingua che tutto il mondo ci invidia e che invece non si esita a mettere “in vendita” (e magari si trattasse del solo snaturamento prodotto dal suo impiego nella pubblicità).

In altre parole, se già solitamente parlare di lingua implica la considerazione di molto altro rispetto alla lingua, nel caso specifico del prestito la posta in gioco è ancora più grande, perché ha a che vedere con l’immagine che si ha di se stessi.

E con l’interpretazione che si dà ai gesti con cui si ritiene di contribuire al proprio successo, al mantenimento del proprio status.

Le stesse azioni possono infatti essere lette in funzione di un rafforzamento dell’identità oppure di una sua diluizione, precorritrice di un possibile imbastardimento.

Prendiamo il caso dei nomi con cui si designano nuove o reiterate iniziative volte a promuovere un territorio, un’azienda o una istituzione, e/o degli slogan pensati per comunicarne esistenza e peculiarità in modo efficace.

Chi nell’anglismo individua il volano per il rilancio si dimostrerà convinto dei vantaggi che il sacrificio da far sopportare alla propria lingua apporterà e non troverà alcuna anomalia in un titolo di comunicato stampa che suona “Sea Bassmaster Marine IIa Edizione torna ad Orbetello”; chi all’anglismo guarda con diffidenza dirà, di questo stesso titolo, che rende difficile la comprensione di quanto pubblicizza con il rischio, per di più, di strapazzare l’inglese oltre all’italiano.

Procediamo con ordine, considerando nel complesso che:

–       chi indulge al prestito senza ragion di necessità (e lo fa perciò per snobismo, per risultare suadente, modaiolo, hi-tech e globalizzato) difficilmente si limiterà ad un solo termine; più verosimilmente la ripresa coinvolgerà una costellazione di termini

–       chi è sensibile al fascino del forestierismo, spesso non ha piena competenza della (stratificazione) semantica del termine modello né si premura di verificarla, ricorrendo ad un dizionario e ad una verifica degli usi effettivi che ne fanno i parlanti, usi facilmente accessibili attraverso la Rete

–       chi ha smania di parlare itangliano (termine non nostro e in uso almeno da quando è stato impiegato nel titolo di un volume in cui, vent’anni fa almeno, si indagava su questo stesso fenomeno), non si premura di ricercare in italiano un termine equipollente né degli effetti che lo stranierismo avrà sul destinatario, in special modo se disomogeneo da ogni punto di vista quale quello dei lettori di un giornale è

La lettura di alcuni comunicati stampa elaborati grosso modo nello stesso periodo per promuovere eventi o servizi sullo stesso territorio, quello della Maremma, ci darà modo di verificare l’esattezza di quanto ipotizzato.

Se ne considereranno nove, il primo dei quali già citato poiché se ne è riportato il titolo.

Quella che segue è la prima parte del comunicato identificato come Testo 1:

Conferenza stampa di presentazione quella di sabato 5 maggio per l’evento “Sea Bassmaster Marine-Trofeo Città di Orbetello”, previsto per il 19 e 20 maggio. L’evento, primo a livello nazionale di pesca alla spigola da riva, belly boat e kayak verrà presentato alle ore 10,30 presso la terrazza del rist:”i pescatori” ad Orbetello. Mirata ad attrarre nella cittadina lagunare l’attenzione sportiva sulla pesca da riva, la kermesse vuole anche esaltare e rendere ancora più appetibile l’immagine turistica e la ricchezza naturalistica di Orbetello. Il “Sea Bassmaster Marine”-Trofeo Città di Orbetello, proposto da Insidefishing, gode del patrocinio del Comune ed è frutto di una sinergia locale capitanata, in virtù di promotrice, dalla Coop. La Peschereccia. Insieme a quest’ultima hanno collaborato la pro loco lagunare-Ass.di promozione turistica, la pro loco di Orbetello Scalo, Radio Attiva, SGO e Welcome Maremma senza contare gli sponsor a livello nazionale per lo più portabandiera dei più conosciuti nomi operanti nella pesca sportiva. I pescatori che hanno già aderito sono già più di cento (le iscrizioni resteranno comunque aperte fino al 12 maggio) e gareggeranno nella pesca alla spigola da riva, a spinning, a casting con esche artificiali e servendosi anche di Belly Boat e Kayak. Sea Bassmaster Marine, aderisce al No-Kill col rilascio obbligatorio delle catture dopo la certificazione della pesatura. La due giorni sarà preceduta da una lezione fissato per il 18 maggio con gli studenti delle scuole medie e elementari di Orbetello mirata a coinvolgere i più piccoli nell’evento. Protagonisti della stessa saranno la Dr.ssa Irene Lizzulli dello SGO-Spazio Giovani Orbetello e per Insidefishing, l’organizzatore dell’evento Silvio Smania.

Anglismi: colpisce il numero oltre che la funzione – e conseguentemente l’accettabilità – differente. Coesistono infatti, l’uno accanto all’altro, anglismi perfettamente integrati e noti alla massa del pubblico, anche per l’alto uso da parte di telegiornali e programmi di costume o sportivi, quali kayak e kermesse. A kayak può inoltre essere accostato belly boat per comunanza di appartenenza ad un linguaggio specialistico, certo non per notorietà presso il “grande” pubblico. Per quanto riguarda, invece, il caso del titolo della manifestazione sportiva, se lo scopo dell’iniziativa è il coinvolgimento pressoché esclusivo di addetti del settore, allora la scelta dell’anglismo si può in parte giustificare con il desiderio di internazionalizzare il Sea Bassmaster Marine, che solo alcune righe dopo si scopre essere la pesca della spigola praticata secondo varie tecniche: da riva, a spinning, a casting con esche artificiali e servendosi anche di Belly Boat e Kayak; No-Kill indica invece l’adesione ad un atteggiamento condiviso che prevede la liberazione del pescato dopo la pesatura; Insidefishing e Welcome Maremma sono rispettivamente i nomi di un proponente (locale) e di una associazione volta a promuovere il territorio.

In sintesi si può affermare che, anglismi a parte, il comunicato appare poco perspicuo a chi non avvezzo alla terminologia di questa pratica; che tecnicismi necessari a parte (quelli del tipo kayak), una maggiore cura formale dell’italiano non avrebbe guastato: rist. ‘i pescatori’, sinergia locale capitanata, lezione fissato, protagonisti della stessa (scil. della lezione) nulla patiscono dalla presenza degli anglismi, ma certo risultano ancora più malconci perché doppiamente lasciati a se stessi.

Testo 2

DAL SEMINARIO “LA VALORIZZAZIONE DELLA RETE LOCALE E TRANSNAZIONALE PER LO SVILUPPO DELLA MAREMMA” ENTUSIASMO E PROPOSTE CONCRETE: UN COMITATO PER LA VALORIZZAZIONE DEL CAVALLO MAREMMANO E “MAREMMA FACTORY”

In ordine di apparizione sono da rilevare

Partnership

la Maremma può davvero aspirare a diventare l’Andalusia della Maremma: della Toscana? Dell’Italia?

nei settori del turismo, dell’enogastronomia e del settore equestre

da facebook e twitter, due strumenti che ora sono in mano al territorio

la durata temporalre del progetto

Comitato perm la tutela

prima della sua chiusura di queste agenzie

(a partire dai social) e quindi a stare su internet e farsi trovare

brand Maremma

A preoccupare in questo comunicato non sono tanto gli anglismi – tre in totale due dei quali acclimatati (brand e partnership) almeno presso una parte dei parlanti, e uno, Maremma Factory, foriero di ambiguità per il possibile errato accostamento a fattoria – quanto, piuttosto, la disinvoltura con cui si maneggiano e contaminano varietà diverse di lingua e la sciatteria che permane a dispetto della rilettura di prassi dei comunicati.

La disinvoltura che porta all’abolizione delle maiuscole in Facebook e Twitter o all’ellissi del sostantivo in social network, con social aggettivo che rimarrebbe appeso nel testo inglese ma non nell’inglese rabberciato del parlante à la page, risulta peraltro non esclusiva di questo comunicato, tanto da indurre a domandarsi se si tratti di varianti ormai consolidate nell’uso (di chi?) ma non per questo accettabili in una tipologia testuale che dovrebbe attestarsi almeno sulla medietà del repertorio.

Testo 3

Qual è la brand reputation della Maremma Toscana? Come si racconta la Maremma e che cosa dicono di lei i social?

“Maremma brand index” la ricerca sulla percezione della residenza turistica Maremma Toscana

Toscana il sentiment positivo risulta 6 volte maggiore rispetto al sentiment negativo

all’uso dei social

facebook

social mention

competitor

La punteggiatura lascia inoltre a desiderare in vari punti rendendo traballante la sintassi.

Per quanto riguarda gli anglismi si può rilevare una duplice tendenza: al consolidamento di un patrimonio di termini del linguaggio tipico del marketing e della Rete, all’uso di prestiti gratuiti, senza necessità, primo tra tutto sentiment.

Testo 4

BUSY – NESS WOMEN

due giornate di teambuilding conoscitivo

percorso di formazione imprenditoriale “Busy Ness Women”

riservato alle mentor e alle mentee

4 e 5 aprile, rispettivamente, imprenditrici e aspiranti tali hanno intrapreso i primi passi alla scoperta del progetto di mentoring,

Il percorso, che sta vedendo la sua chiusura nelle sedi di Firenze e Pisa

viene organizzato su Grosseto

indicatori di performance e business plan, per le mentee

processi di “transfert”

durante un incontro ravvicinato e personale

Un solo commento a chiosa, in particolare, della terzultima citazione: Con gentile preghiera di darne massima diffusione

Testo 5

Aperto al Misericordia il nuovo Punto di assistenza alla dimissione

I nuovi locali si trovano al piano piastra, negli spazi adiacenti all’Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso

Punto di assistenza alla dimissione (PAD – in inglese “Discharge room”)

abbattere l’attesa per il ricovero

al piano piastra del Misericordia

open space, dove trovano posto

Testo 6

“Wheelmap.org”: una mappatura dei luoghi accessibili ai disabili

A lavorarci negli uffici Informagiovani del Comune di Grosseto la studentessa Tania Polidoro che ha importato l’esperienza tedesca. (Punteggiatura!!) Assessore Ceccarelli: “Rendiamo più amica di tutti la città”

pricipali piattaforme

coinvolgimento di cittadini e isitituzioni nel “popolare” (tecnicismo riferito alle banche-dati) di segnalazioni questo sito

Testo 7

NUOVO BRAND PER CASTIGLIONE: VINCE LA SEMPLICITA’ E LO SLOGAN IN INGLESE. DAL 1° DI GIUGNO, NELLE SPIAGGE E PER LE VIE DEL PAESE AD INFORMARE SARANNO I “TOURIS ANGELS”

E’ stato di Gloria Giangrande […] il concept

concorrenti intenti ad interpretare le caratteristiche più rappresentative del piccolo borgo di mare

raccolga in se

gadgets caratterizzati dal brand vincitore

una sorta di bighe urbane

fino alla sostenibilità dei Tourist Angels come mezzi completamente elettrici.

Crediamo nelle potenzialità di questo territorio ma, siamo anche sicuri

sarà attivo dal primo di giugno sei giorni su sette (quando sarà non attivo?)

Testo 8

Torna “Weekendone”, il meeting sulla sicurezza organizzato dalla Asl 9 e rivolto ai più ragazzi

leit motiv (germanismo nell’uso)

Testo 9

Padiglione D Maremma Wine Shire (contea/provincia)

La Doc Maremma toscana debutta al Vinitaly

un marchio ombrello che incorpora il brand Maremma

Riflessioni/conclusioni sui dati messi inevidenza: se ci fosse tempo sarebbe interessante fare un gioco. Si potrebbe prendere la media degli anglismi in italiano (adattati e non, ma tenuti separati), riferita ad esempio dall’ultima edizione del GRADIT di De Mauro, e confrontarla con la media di anglismi per numero di parole di alcuni di questi comunicati. Se poi ci fosse ancora più tempo, con un indicatore di leggibilità come il Gulpease* potremmo cercare di capire il grado di comprensibilità di (alcuni di questi) testi in rapporto al grado di scolarizzazione.

A primo achitto – e senza eccessiva paura di sbagliare – si può affermare che alcuni di questi comunicati risulterebbero di difficile leggibilità (in riferimento alla scala prevista dall’indice Gulpease*); del resto, senza ricorrere ad alcuno strumento informatico o lessicografico, sarebbe sufficiente sottoporre alla lettura di un campione di lettori del giornale i diversi comunicati per constatare la distanza tra la lingua dei comunicati e la lingua parlata dalla maggioranza degli italofoni di area toscana, specie se di età anagrafica media o avanzata.

La stessa prova si potrebbe fare, in particolare, con persone praticanti, ad esempio, la pesca alla spigola o impegnate in ambito imprenditoriali.

Senza voler risultare troppo incisivi nel commento dei comunicati, si potrebbe invitare gli uffici stampa che li hanno prodotti (con la sola eccezione del testo 8), a ricalibrare i propri prodotti quando rivolti ad un pubblico numeroso e disparato per provenienza geografica, sociale, per età, grado di scolarizzazione, etc.

 

 *****

*Indice Gulpease

dal “Gruppo linguistico e pedagogico (GULP)” dell’Università di Roma “La Sapienza” (cfr. Lucisano-Piemontese, 1988); considera come variabili per valutare la leggibilità di un testo:

1) la lunghezza media delle parole misurate in lettere

2) la lunghezza media delle frasi misurata in parole

Formula Gulpease = 89 – (Lp/10) + (3 x Fr)

– Lp = (100 x totale delle lettere) / totale delle parole

– Fr = (100 x totale delle frasi) / totale delle parole

Anche in questo caso il risultato dell’applicazione della formula è compreso tra 100 (massima leggibilità) e 0 (minima leggibilità). Lo scarto sensibile rispetto a modelli di valutazione della leggibilità precedentemente elabrati consiste però nella possibilità di una valutazione non in assoluto, bensì in rapporto a tipologie diverse di utenti (nelle simulazioni impiegate per giungere alla definizione del modello il campione di utenti è stato sottoposto a ripetute serie di test basati sulla lettura di un corpus di testi).

La lettura del risultato è così sintetizzabile (cfr. figura 3 dell’appendice):

a) muniti di licenza elementare: testo leggibile se indice > 80

b) muniti di licenza media: testo leggibile se indice > 60

c) muniti di licenza superiore o laurea: testo leggibile se indice  > 40

 

L’indice Gulpease dei comunicati esaminati:

  • “Sea Bassmaster Marine”: 53
  • “MAREMMA FACTORY”:  39
  • “Wheelmap.org”: 39
  • “BUSY – NESS WOMEN”: 38
  • “Qual è la brand reputation della Maremma Toscana?“:  43
  • Torna “Weekendone”: 40
  • “NUOVO BRAND PER CASTIGLIONE”: 40
  • “Aperto al Misericordia il nuovo Punto di assistenza alla dimissione”: 41
  • “La Doc Maremma toscana debutta al Vinitaly”: 43

——— I COMUNICATI IN VERSIONE INTEGRALE———-

Sea Bassmaster Marine ad Orbetello

Maremma Wine Shire_Camera di Commercio

Tourist Angels_COMUNE DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Maremma Factory_Provincia

Discharge Room_Asl

Weekendone_Asl

Busy ness women_Comune di Grosseto

Brand Reputation_Provincia di Grosseto

Progetto Wheelmap_Comune di Grosseto

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