“GeoEGeo” del 29 settembre 2015

Dal verbo veho, vehere all’infinito, il sostantivo via si trova da sempre impiegato in latino per indicare il tragitto, la strada. Significato proprio di vehere è quelo di ‘trasportare, portare’ e di qui quello di via di entità, ovvero strada, che conduce da qualche parte. Il termine è attribuito da Varrone, linguista ante litteram, a quello zoccolo di latinità connesso con la vita agreste, con la campagna, in sintonia con quanto accade per innumerevoli altri termini [è il caso di pecunia, rivale o interprete, per esempio, già trattati in un precedente post]. Dal punto di vista della referenza, ovvero della realtà individuata dal termine, via conviveva, subendone la concorrenza, con altri termini, quali iter, strata e semita.

Continuati, così come via, i primi due nella maggioranza quando non nella quasi totalità delle lingue romanze, il terzo, semita, finisce per essere marginalizzato probabilmente proprio a causa del venir meno delle peculiarità di ciò che indicava. Il sentiero. Anzi, non è escluso – è per esempio questa opinione degli antichi – che in principio via abbia individuato la propia estensione semantica proprio in opposizione a semita. O, chissà, magari a ruga, ‘solco’, della pelle o del terreno, attestato del latino tardo [cosa che però non consente di escludere una vitalità ben più longeva di quanto il latinoa noi noto consenta di affermare] e punto di partenza del francese rue.

A questa stessa logica di spartizione di ambiti affini ma ben riconoscibili dalle qualità mostrate occorre ricondurre anche strata, antecedente latino dell’italiano strada, in principio participio passato del verbo sterno ‘stendere’ [il medesimo participio, al maschile, è continuato in italiano da strato] e, nel caso dei sentieri, ‘lastricare’. Strata è pertanto, in principio, la via o la semita, che diventa strata quando è ricoperta di pietre.

Quanto la via lastricata sia diventata importante nell’economia globale dell’antichità lo si può intuire dall’ellissi di via o di semita, presto sottintesi nel parlato comune per lasciare spazio alla peculiarità, il lastricamento, come comprova la conversione dell’aggettivo strata a nome.

Una “strata”, da allora, tutt’altro che in salita….     

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