“Said in Italy” del 19 novembre 2016

Novembre, ‘mese nuovo’ nel calendario romano arcaico; mese votato, per estensione, al ricordo dei Risultati immagini per autumn cemeterydefunti per via della presenza, da un millennio almeno, del giorno a essi dedicato, il secondo del mese, immediatamente successivo a quello dedicato invece ai santi, giorno istituito, questo, con l’intenzione di arginare il culto del ritorno sulla terra, nella notte tra l’ultimo giorno dell’ottavo mese (ottobre) e il primo del nuovo/nono mese (novembre, per l’appunto), delle anime dei trapassati.

Culto in principio celtico ma ben presto confluito, insieme a tanti altri, in quel sincretismo rituale necessario a spiegare consuetudini comuni a luoghi e culture all’apparenza distanti, il giorno dei defunti è preceduto da nove giorni di preghiera e preparazione spirituale, giorni detti per questo di novena.

Arricchitasi nel corso del tempo di dettagli diventati essi stessi consuetudine e perciò tradizione, la ricorrenza annovera tra i suoi tratti distintivi due colori, il nero e il viola, e un fiore, il crisantemo, che per questa ragione si è caricato nel sentire di moltissimi italiani di una patina di mestizia talvolta virata a timore di sfortuna per gli effetti di una deformazione superstiziosa che agisce nei confronti di tutto quanto connesso con la morte.

Con sullo sfondo, anzi nella mente, uno scenario così ben definito, in un novembre di alcuni anni fa Anna detta Annetta, una donna di mezza età dell’entroterra abruzzese (nulla muterebbe, sia chiaro, la provenienza da altre regioni), decide di recarsi, non senza esitazioni e preoccupazioni, da Paul, il corteggiatore inglese gentile e premuroso desideroso, al terzo anno di conoscenza, di scalar al più presto la classifica a fidanzato (per la sostanza di personaggi e scenario per questa storia l’uso di compagno suonerebbe anacronistico).

Giunta a Heathrow, Annetta scorge agli arrivi la figura di Paul, che già da lontano la rimira e ammira, e non senza soddisfazione individua, incuneata tra le sue braccia, una macchia multicolore di certo a lei destinata. Con il cuore palpitante Annetta arriva a un metro da Paul, una distanza più che sufficiente per consentire al suo occhio di apprezzare l’eleganza dello spasimante e per mettere a fuoco i dettagli di quella nuvola policromatica avvolta da un elegante incarto. Una distanza tale da non concedere spazio al dubbio sulla identità dei fiori: crisantemi, in novembre. Scherzo di pessimo gusto o anticonformismo?

Se Annetta si fosse basata su quanto le suggeriva ciò che a pelo d’acqua si sarebbe potuto definire istinto ma che a una analisi più ponderata si sarebbe scoperto essere un fondamento istintuale lentamente ma incessantemente plasmato dalla cultura del suo paese, di certo avrebbe girato le spalle a Paul o, peggio ancora, gli avrebbe forse strappato il mazzo di fiori dalle mani per poi corrergli dietro brandendolo.

Per fortuna di Paul, in quella manciata di secondi interminabili nella mente di Annetta riemerse un frammento del passato, un passato lontano, tra i banchi di scuola. Più esattamente del ginnasio, epoca di  litanie di declinazioni nominali e di flessioni verbali.

E tra le trame, benché sbiadite, di quel ricordo, riemerse vivido il regale sembiante del crisantemo, ‘fiore d’oro’ perché sfavillante, prezioso, dalla superficie come d’oro.

Annetta, pur senza ben razionalizzare quanto in quel minuscolo intervallo di tempo era occorso nella sua mente, ebbe per un attimo la sensazione che potessero esistere due crisantemi: uno triste benché colorato e rigoglioso, l’altro rutilante benché novembrino. E in quella giustapposizione che non somigliava a una contraddizione comprese che anche ciò che nella nella realtà delle cose si potrebbe definire identico, nella realtà della rappresentata dalla mente può invece apparire un po’ o abbastanza o del tutto diverso. Probabilmente anche per via della lingua parlata e dei sapori e delle sensazioni che le parole riescono a evocare e che in un certo senso sono costrette a evocare in conseguenza del loro essere incardinate in società che hanno ritagliato a proprio uso e consumo alcune prassi tra tante prassi possibili.

Fu così che la declinazione salvò Annetta e la relazione con Paul che, una volta saputo cosa stava per accadere, raccontò ad Annetta che in Giappone e in altri paesi dell’Oriente, il crisantemo è ritenuto un fiore talmente prezioso e nobile da occupare i giardini dell’imperatore. Talmente al di sopra, per bellezza, di tutti gli altri fiori, da costituire la pagina più importante di un fiorabolario che non si dovrebbe mai smettere di sfogliare.

 

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