“COSE DELL’ALTRO GEO” del 25 ottobre 2010

La domanda oggetto del quiz del giorno, alla luce della conoscenza e della complessità di strumenti di cui i linguisti attualmente dispongono, è da ritenersi ambigua: conseguentemente la risposta può variare a seconda dell’interpretazione data a più parlata.

PRIMA POSSIBILITA’

Se con parlata ci si riferisce a quanti impiegano un certo idioma come lingua materna (acquisita spontaneamente nei primi anni di vita per effetto della partecipazione ad un contesto sociale), allora la classifica delle lingue più parlate vede senz’altro al primo posto la lingua cinese, seguita dallo spagnolo e dall’inglese.

Lingue con almeno 3 milioni di parlanti madrelingua (fonte Ethnologue): lingue con rango (posizione in classifica) da 1 a 20

POSIZIONE LINGUA PAESE PRINCIPALE TOTALE DEI PAESI PARLANTI (IN MILIONI)
1 Chinese [zho] China 31 1,213
Chinese, Gan [gan] China 1 20.6
Chinese, Hakka [hak] China 17 30.0
Chinese, Huizhou [czh] China 1 4.6
Chinese, Jinyu [cjy] China 1 45.0
Chinese, Mandarin [cmn] China 20 845
Chinese, Min Bei [mnp] China 2 10.3
Chinese, Min Dong [cdo] China 7 9.1
Chinese, Min Nan [nan] China 10 47.3
Chinese, Min Zhong [czo] China 1 3.1
Chinese, Wu [wuu] China 2 77.2
Chinese, Xiang [hsn] China 2 36.0
Chinese, Yue [yue] China 20 55.5
2 Spanish [spa] Spain 44 329
3 English [eng] United Kingdom 112 328
4 Arabic [ara] Saudi Arabia 57 221
Arabic, Algerian Spoken [arq] Algeria 6 22.4
Arabic, Egyptian Spoken [arz] Egypt 10 54.0
Arabic, Gulf Spoken [afb] Iraq 10 3.6
Arabic, Hijazi Spoken [acw] Saudi Arabia 2 6.0
Arabic, Libyan Spoken [ayl] Libya 3 4.3
Arabic, Mesopotamian Spoken [acm] Iraq 5 15.1
Arabic, Moroccan Spoken [ary] Morocco 10 21.0
Arabic, Najdi Spoken [ars] Saudi Arabia 7 10.0
Arabic, North Levantine Spoken [apc] Syria 16 14.4
Arabic, North Mesopotamian Spoken [ayp] Iraq 4 6.3
Arabic, Sa’idi Spoken [aec] Egypt 1 19.0
Arabic, Sanaani Spoken [ayn] Yemen 1 7.6
Arabic, South Levantine Spoken [ajp] Jordan 9 6.2
Arabic, Sudanese Spoken [apd] Sudan 6 16.8
Arabic, Ta’izzi-Adeni Spoken [acq] Yemen 8 7.1
Arabic, Tunisian Spoken [aeb] Tunisia 5 9.4
5 Hindi [hin] India 20 182
6 Bengali [ben] Bangladesh 10 181
7 Portuguese [por] Portugal 37 178
8 Russian [rus] Russian Federation 33 144
9 Japanese [jpn] Japan 25 122
10 German, Standard [deu] Germany 43 90.3
11 Javanese [jav] Indonesia 5 84.6
12 Lahnda [lah] Pakistan 8 78.3
Panjabi, Western [pnb] Pakistan 7 62.6
Seraiki [skr] Pakistan 3 13.8
13 Telugu [tel] India 10 69.8
14 Vietnamese [vie] Viet Nam 23 68.6
15 Marathi [mar] India 5 68.1
16 French [fra] France 60 67.8
17 Korean [kor] Korea, South 33 66.3
18 Tamil [tam] India 17 65.7
19 Italian [ita] Italy 34 61.7
20 Urdu [urd] Pakistan 23 60.6

La classifica qui riportata (fonte Ethnologue) impone almeno due ordini di considerazioni:

1)      sussiste un divario enorme tra le lingue di maggior grandezza e la media delle lingue

389 lingue (circa il 6% del totale) hanno almeno un milione di parlanti e riguardano nel complesso il 94% della popolazione mondiale; per converso, il restante 94% circa delle lingue è parlato solo da un 6% di persone

2)      sotto un singolo glottonimo (l’etichetta linguistica con cui ci si riferisce ad un certo idioma: es. il cinese) si ritrova in realtà un insieme di varietà linguistiche, che, convenzionalmente, possono essere considerate in modo unitario in virtù di una forte convergenza strutturale (mutua intelligibilità nonostante la presenza di parole o forme tipiche di una o più varietà: immaginando di riferire questa considerazione all’italiano dell’uso contemporaneo, parlare di varietà è quello che ci permette di dire che l’italiano parlato a Torino e quello parlato a Palermo costituiscono due diverse “forme” – varietà – di italiano; allo stesso modo, se si guarda al repertorio linguistico dell’Italia nel suo complesso, si potrà dire che l’italiano standard è una varietà alla stregua di un singolo dialetto della penisola. In questo secondo caso, il rapporto tra le due varietà si spiega ricorrendo a caratteristiche e a fattori diversi rispetto a quelli necessari a trattare il primo caso, ma ciò nonostante è possibile ancora parlare di due varietà di uno stesso sistema linguistico)

In questa classifica l’italiano si attesta al 19° posto; in altre classifiche lo ritroviamo entro il 25°, comunque sempre all’interno del gruppo di lingue i cui parlanti sono compresi tra i 50 e gli 80 milioni.

SECONDA POSSIBILITA’

Se con parlata ci si riferisce al grado di diffusione complessivo di una lingua, ovvero, non limitandosi a guardare al numero dei parlanti madrelingua, ci si riferisce al complesso di coloro che di una determinata lingua si servono o come lingua materna, o come lingua ufficiale, o come lingua seconda, o come lingua straniera, allora senz’altro l’inglese può ritenersi la prima lingua per grado di diffusione.

L’inglese, per dirla con David Crystal (linguista che da anni si occupa di questioni connesse con la diffusione dell’inglese a tutti i livelli comunicativi, in particolar modo per l’effetto radicale prodotto sul linguaggio dall’introduzione di Internet), si prefigura in questo senso come lingua autenticamente globale.

«Una lingua acquista uno status autenticamente globale soltanto quando sviluppa un ruolo speciale che le viene riconosciuto in ogni paese. Tale ruolo sarà più scontato nei paesi in cui molte persone la parlano come prima lingua – nel caso dell’inglese, questo significa Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, diversi paesi caraibici e una piccola quantità di altre regioni. […] Ciò vuol dire che non basta di per sé l’uso come madrelingue per conferire lo status di lingua globale. Perché ciò accada, occorre che una lingua venga adottata in altri paesi del mondo, i quali devono decidere di attribuirle un posto particolare all’interno delle loro comunità, anche se possono esservi pochi parlanti madrelingua (o possono non esservene affatto). Sono due i modi principali in cui questo può accadere. In primo luogo, la lingua può diventare lingua ufficiale (o semiufficiale) di un paese, destinata a essere utilizzata come strumento di comunicazione in domini (n.d.r. contesti sociali di impiego) come il governo, i tribunali, i media e il sistema di istruzione. […] In secondo luogo, la lingua può vedersi attribuire una priorità nell’insegnamento delle lingue straniere di un paese. […] In virtù di questo sviluppo tripartito – come madrelingua, come seconda lingua e come lingua straniera – è inevitabile che una lingua giunga ad essere adoperata da più gente rispetto a ogni altra. Oggi l’inglese ha raggiunto questa fase. Si calcola che siano circa 400 milioni coloro che lo hanno appreso come madrelingua […]. Difficile calcolare la quantità di coloro che lo hanno appreso come seconda lingua, poiché in questo senso occorre tener conto dei livelli di padronanza raggiunti. Se si assume come criterio un livello di base di abilità nella conversazione – sufficiente, cioè, a farsi capire […] – la cifra risulta di circa 400 milioni. […] Se si tiene conto anche del numero di persone che parlano l’inglese come lingua straniera […] sembra ragionevole ipotizzare che il numero degli studenti stranieri con i quali sarebbe possibile tenere una conversazione sensata in inglese corrisponda […] a 600 milioni» (D. Crystal, La rivoluzione delle lingue, ed. orig. Cambridge 2004, ed. it. Bologna 2005, pp. 15-17).

Totale dei parlanti: 1 miliardo e 400 milioni, ovvero, tenendo conto che nel 2000 la popolazione ammontava a poco più di 6 miliardi, un numero di parlanti pari a un quarto della popolazione del globo.

Dati correlati

–          velocità di espansione: questa diffusione è avvenuta in tempi ridottissimi (grosso modo dagli anni Cinquanta; correlazione con la costituzione delle Nazioni Unite)

–          individuazione nell’inglese di una lingua franca

–          rapporto con le lingue nazionali e, ad un livello micro sociale, con le varietà locali (comprese quelle minoritarie)

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