“COSE DELL’ALTRO GEO” del 2 dicembre 2010

Punto di partenza questo quesito, oggetto del quiz del giorno

“PER DEFINIRE QUALCOSA DI CATTIVO GUSTO SPECIE PER QUANTO RIGUARDA L’ARTE E L’ARREDAMENTO E’ VENUTA DI MODA DA QUALCHE ANNO UNA PAROLA TEDESCA. QUALE?”

Kitsch: ‘il cattivo gusto più o meno intenzionale, specialmente dei prodotti della cultura di massa’ (1963, Migliorini).

Si tratta di una voce tedesca entrata nell’uso verso gli anni 1870-80 presso gli antiquari di Monaco.

Ipotesi di etimologia (tuttora però in discussione):

1)       Adattamento dall’ingl. sketch ‘schizzo’, usato dai compratori anglo-americani per svalutare l’opera da acquistare. Non convincente per ragioni linguistiche (la scomparsa di s– sarebbe difficile da spiegare)

2)       Dal verbo tedesco kitschen ‘togliere il fango dalla strada’.

DISTRATTORI PER IL QUIZ

Due possibilità:

1)       Kirsch: ‘acquavite di marasche’ (attestato dal 1887, dal tedesco, letteralmente ‘ciliegia’, ma si tratta più esattamente del troncamento di ted. Kirschgeist ‘spirito di ciliegia’ o di Kirschwasser ‘acqua di ciliegia’)

2)       Catch: ‘variante della lotta libera americana, nella quale è ammesso qualunque tipo di colpo’ (1921). Si tratta dell’abbreviazione di catch as catch can ‘prendi, afferra come puoi’. L’ingl. catch a sua volta è un francesismo, fr. antico chacier, probabilmente affine a it. cacciare dal punto di vista etimologico (il punto di partenza è il lat. *captiare ‘cercare di prendere’).

Curiosità: esiste anche una parola Ketch (in italiano si rende con checcia), di ambito marinaresco, di antica origine inglese, con cui si indica ‘nella marina da diporto, un veliero avente un albero situato un poco a proravia del centro, un altro più piccolo collocato a proravia del timone e l’asta del fiocco’

Curiosità per i 90 secondi del gioco: le parole con k-.

K, decima lettera dell’alfabeto greco passata al latino e, per il tramite di questo, a molti alfabeti moderni, è usata per indicare lo stesso suono che in italiano siamo soliti scrivere con c– o ch.

Oggi k– è considerata non appartenente all’italiano: non ha valore proprio ed è attestata solo in parole o locuzioni straniere entrate stabilmente nell’uso. Molte di queste forme possono essere scritte sia con k che con c/ch.

–          Quante sono nell’italiano contemporaneo le parole che iniziano con k? (circa 200)

–          Di che epoca sono? Da quali lingue per lo più provengono?

–          Parole con k– più note: Kèiser (Caesar), Kaputt, Kapòk, Karatè, Kàrma, Kìrie elèison (gr. O signore abbi pietà), Kermesse, Kayak (eschimese 1757), Krapfen, Koala (da un adattamento inglse di una voce indigena australiana kulla o kola forse per errata lettura di koola; in ita prima attestaz. 1864), Krumiro, Kibbùtz, Ketchup (voce inglese 1690 dal malese kechap probabilmente di origine cinese), kamikaze (giapponese kami ‘dio’ kaze ‘vento’ 1281 prima attestazione in ita. 1944 articolo corriere della sera)

–          Qualche esempio interessante: Kripto (in criptonite?, per neutralizzare Superman)

Dopo la risposta invece si potrebbe parlare delle ipotesi etimologiche di Kistch e/o continuare con le curiosità K-.

Patata: attraverso lo spagnolo, da un composto del quechua (lingua ufficiale impero Inca) pata e lo haitiano batata

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