“Il riposo del guerriero” dell’11 marzo 2012

Ecco un caso di etimologia sorprendente se rapportata con il significato attuale, sincronico, di una parola.

Casa: ‘capanna, dimora del pastore’, termine di sostrato da una lingua preesistente alla latinizzazione, preromana (si ipotizza il sabino). Se fosse stata una parola romana probabilmente avremmo avuto cara e non casa a causa di quel mutamento fonologico noto come rotacismo (passaggio di tutte le –s- che si trovavano tra due vocali a –r-).

Si trattava perciò di un termine tutt’altro che urbano, prima nel senso letterale del termine, essendo casa tipico del mondo agricolo, poi nel senso di quel sentire che era definito urbanitas (lo stile di vita della Urbs Roma, si potrebbe dire in termini moderni) in confronto alla rusticitas (le abitudini della provincia e poi anche della periferia).

Nella Urbs Roma infatti il termine di riferimento era domus (che è rimasto nell’it. duomo e che sembra designare la casa in quanto simbolo della famiglia, poiché organizzata intorno al dominus) e il fatto che un grammatico del VI d.C., Isidoro di Siviglia, precisasse che casa est agreste habitaculum palis atque virgultis harundinibus contextum, quibus possint homines tueri a frigoris vel caloris iniuria (15.12.1) – perciò nulla di più di una capanna che non proteggeva dalle intemperie – non ha impedito che il termine diventasse di riferimento per tutto il mondo romanzo scalzando domus, la cui persistenza è però testimoniata dalla presenza di attestazioni di casus (in luogo di casa), probabilmente proprio per influsso della desinenza –us.

In francese casa è diventato chez (es. chez moi ‘da me, a casa mia’), mentre il termine di riferimento, maison, è frutto di una evoluzione dal latino mansio, mansionis (‘famiglia monacale, convento, luogo in cui si ospita’). L’italiano magione è un prestito da maison.

Per l’ovvia pregnanza del termine, intorno a casa nel corso della storia linguistica italiana (italiano è da intendersi come luogo di raccolta di tutte le varietà dialettali formatesi a seguito della framentazione del latino) si sono formati innumerevoli modi di dire e proverbi. Se ne segnalano di seguito alcuni, toscani:

casa mia, mamma mia

è meglio essere il primo a casa sua che il secondo a casa d’altri

in casa sua ciascuno è re

se vuoi guardar la casa, fai un uscio solo

casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia

tant’è da casa tua a casa mia, quanto da casa tua a casa mia (essere di pari condizioni)

Infine una curiosità: la serie casino-casinò-casino.

Casino: ‘residenza rustica, luogo di riunioni per lettura, gioco’. Solo più tardi dall’intrattenimento per mezzo del gioco si è passati a postribolo.

Casinò: prestito di ritorno dal francese (il “rientro” è datato intorno alla metà del XVIII sec.) che a sua volta aveva operato un prestito dall’italiano casino; il significato era quello che si è poi mantenuto e che tuttora si mantiene.

Casino: nell’accezione di ‘confusione, chiasso’, è attestato agli inizi del ‘900 (per il Panzini si è diffusa a partire dal dialetto veneto e dal gergo militare).

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