“Il riposo del guerriero” del 18 marzo 2012

Dalla stessa radice di celare, il latino colore(m) alludeva al fatto che ‘caratteristico del colore fosse nascondere le cose’.

Il modo di dire di tutti i colori (che sottintende farne o dirne) è invece abbastanza recente: inizia a diffondersi verso la metà del XIX secolo e sembra che per la prima volta ricorra in Manzoni (DELI, s.v.).

Nello spazio tra il colore che cela la natura delle cose e il colore impiegato per riferirsi a ‘cose riprovevoli o discutibili’, tale è infatti il significato originario della locuzione di tutti i colori, si colloca ogni genere di impressione che la luce produce sull’occhio umano quando riflessa da un oggetto.Per esemplificare la varietà della tavolozza dei colori disponibile in natura e delle lessicalizzazioni in cui può essere frazionabile (è sempre possibile creare nuovi nomi quando nello spettro della luce, che è senza soluzione di continuità, si distinguono colori nuovi) e in omaggio alla imminente primavera, si passerà a considerare alcuni degli aspetti connessi con la verderaggine, ovvero ‘la condizione di essere verde, rigoglioso’ (verde, da *virdes forma parlata/volgare ricostruita, variante del lat. classico virĭdis, dal verbo virere ‘essere verde’. Dal fatto che il verbo abbia preceduto l’aggettivo e il sostantivo deduciamo che ‘la condizione di essere verdi’ espressa dal verbo era ritenuta fondante e pertanto precedente la qualità in senso stretto).

Prima, però, una considerazione.

Se si decide di analizzare il rapporto colore-lingua, ovvero si decide di analizzare costrutti linguistici organizzati intorno a nomi di colori, occorre tener presente che intorno a queste forme di addensano istanze:

1) riconducibili a come si percepisce l’ambiente circostante;

2) spiegabili nell’ambito della simbologia, che ha attribuito a ciascun colore specifici significati;

3) frutto di convenzionalizzazioni che per essere spiegate necessitano della conoscenza della storia o della cultura relativa alla lingua in cui si usano.

Come conseguenza di questa miscela di fattori si hanno locuzioni e modi di dire che ritornano in più lingue e, di contro, forme specifiche di singole lingue.

E ora il verde.

Verde è il colore della natura, indica la fine dell’inverno e l’inizio della rigenerazione. Di qui l’idea di speranza. Ma c’è anche una controparte, che lega il verde alla morte perché verde appare l’incarnato di una persona malata, la sua pelle.

Simboleggia inoltre l’invidia e la gelosia, in alternativa al giallo.

Non è peraltro inusuale che valenze tanto opposte si coniughino in un medesimo colore.

Per spiegare la convivenza di significazioni così distanti la cultura giapponese ritiene, ad esempio, che i significati dei colori siano così profondi da andare oltre le capacità descrittive umane.

Il verde è un colore sia primario che focale. I primari sono sette e si identificano nei colori dello spettro visibile: il verde è uno di questi e si trova tra giallo e azzurro. I colori focali hanno invece a che fare con la salienza percettiva dei colori, perciò con l’impressione che un colore riesce ad imprimere nella mente di chi osserva. La distanza tra primarietà e focalità giustifica il diverso modo con cui le diverse culture ritagliano e organizzano uno stesso dato materiale.

LOCUZIONI E MODI DI DIRE CONTENENTI IL VERDE

Pollice verde (in francese main vert ‘mano verde’), per indicare l’attitudine alla coltivazione di piante

Croce verde delle farmacie, quasi ovunque verde, forse per la speranza di soccorso; forse per la stessa idea di soccorso (riscontro, risposta a richieste) anche per il numero è stato scelto il verde

Polmone verde, un parco in città, ad esempio

Potatura verde, quella eseguita in primavera

Un frutto verde, per alludere al fatto che è acerbo (si usa anche per una persona, per riferirsi al suo essere sprovveduta)

Età verde, è la gioventù; in francese sono verdi gli anni di chi, pur avanti per età, si dimostra molto vigoroso

Uomini verdi allude agli UFO

Nei lessici specialistici, almeno in origine, troviamo

Benzina verde, così definita per la salvaguardia dell’ambiente grazie a una quantità ridotta di tensioattivi. Il colore verde è ottenuto artificialmente

Piano vede (in economia)

Lira verde, tasso di scambio fittizio con cui si convertivano i prodotti agricoli CEE

Biglietto verde, il dollaro

Carta verde, carta di circolazione, per le automobili

Rivoluzione verde o ecologica

Un discorso più approfondito merita il

Tappeto verde da gioco: l’uso del verde per l’azzardo, per il rischio di rovina, deriva forse dall’impiego di sostanze per fissare il colore sui vestiti di scena degli attori, causa di avvelenamento; c’è chi dice che il tavolo da gioco sia verde perché ‘è il continuo pascolo del giocatore’ (ma sembra una ricostruzione che parte dall’evidenza che il tavolo da gioco è verde)

Superstizione: in Francia si associa al verde la superstizione relativa ai teatranti che in italiano troviamo associata al viola per via dei paramenti sacri utilizzati durante la Quaresima, periodo di austerità durante il quale c’era una ovvia flessione del numero degli spettatori.

La fortuna del verde viene spiegata dai francesi con l’episodio della morte di Molière, che avrebbe indossato abiti verdi in occasione della sua ultima performance. C’è chi crede che l’abito fosse in realtà giallo, ma come si è visto spesso i due colori vengono accomunati.

C’è però un’altra interpretazione, che rinvia al fatto che nel Medioevo la rappresentazione di Giuda fosse associata all’impiego di abiti di scena verdi.

(Essere) al verde / essere la candela al verde (per l’abitudine di tingere di verde la base delle candele: indica perciò l’esaurimento della cera); affine per significato è la locuzione essere/venire al verde con qualcosa ‘averlo terminato’

Ridere verde: ‘ridere in modo forzato’; la stesso riso viene definito giallo ad esempio da Grazia Deledda.

Sputare verde: ‘adirarsi molto’ / essere verde di bile ‘essere invidioso / essere arrabbiato’

Farsi/far fare a qualcuno il sangue verde

Far vedere i sorci verdi a qualcuno per via dei tre topi raffigurati sulla parte anteriore della fusoliera degli aerei di una squadriglia da competizione pressoché imbattibile

Il lato verde del cuore, per indicare ‘il lato della vita pulsante’

(Avere) luce verde per ‘avere via libera’

Curiosità: l’Esperanto, la lingua, così si chiama in omaggio alla speranza; la sua bandiera è caratterizzata da una stella a 5 punte verde e parte dello sfondo verde.

Per chiudere, alcuni proverbi toscani (ma il primo lo si ritrova in molti altri dialetti)…

La speranza è sempre verde

Carigarsi di legna verde (‘pigliare brighe inutili e faticose’ GDLI)

Amicizia e nimistà non sta ferma in verde età

… e alcuni nomi di colori che sono sfumature del verde focale

Verdebianco, verdebiondo, verdebottiglia, verdebruno, verdecupo, verdedorato, verdegaio, verdegiallo, verdegrigio, verdescuro, verderosa, verdepisello, verdenegro, verdenero, verdepomo, verdeelettrico, verdello, verdesmeraldo, verdétto (per ‘verde pallido, tenue’; non è il verdétto della giurisprudenza, che viene invece da veredictum. L’italiano lo ha ripreso dall’inglese verdict XIII sec che lo ha mutuato dal francese e questo a sua volta dal latino)

Da notare che tutte queste parole sono univerbate (scritte in un’unica parola); probabilmente si devono a particolari esigenze di distinguere sfumature che alla massa appaiono magari tra loro molto vicine

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