GNE 2012

Erba: voce probabilmente addirittura precedente il latino (herba); probabile elemento del sostrato agricolo.

Attestata ininterrottamente nel corso della storia linguistica dell’italiano, la parola erba ha originato innumerevoli locuzioni, alcune delle quali diffuse a tutti i livelli della lingua. Eccone una spigolatura:

Coprire l’erba (l’erba copre qualcuno) / crescere l’erba (l’erba cresce addossoa qualcuno): essere morto e sotterrato

Dare a qualcuno l’erba trastulla: tenerlo a bada con parole vane, lusingarlo con promesse ingannevoli

Dare l’erba: cacciare via

Erba di maggio: la gioventù

Erba di qualcuno /erba dell’orto di qualcuno: piano, progetto, idea di qualcuno

L’erba del vicino è sempre più verde: non richiede commento o spiegazione, tanto è nota e trasparente

Erba voglio: indica prepotenza e insistenza nell’esigere una cosa

Essere lontana l’erba dal becco (l’erba è lontana dal becco): desiderare una cosa invano

Fare di ogni erba un fascio: non fare distinzione nel prendere / considerare / giudicare le cose (ma in Foscolo, ad esempio, questa espressione indica un modo di procedere disordinato)

Fare di ogni erba insalata: emettere giudizi senza discernimento

Mala erba / cattiva erba: persona malvagia, nociva

Mettere erba in qualche luogo: stabilirsi in un luogo, radicarcisi

Mangiare in erba rendite e guadagni: sperperali prima di averli riscossi (cfr. vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso)

Misurare il grano in erba: emettere giudizi senza una adeguata conoscenza dei fatti

Ogni erba si riconosce dal seme: dalle opere si riconosce il valore delle persone

Non mettere erba (detto di una strada): detto di una strada così frequentata da non consentire all’erba di spuntare

Sentir crescere l’erba: per indicare il fatto di avere un udito sensibilissimo

Voler mettere della propria erba in tutte le insalate: volersi occupare di tutto, anche delle cose che non ci riguardano

E, soprattutto,

In erba: per indicare una persona o una cosa non ancora matura (Dante, Conv. IV-XXV-5 Si come ne le biade che, quando nascono, dal principio hanno quasi una similitudine, ne l’erba essendo, e poi si vengono per processo dissimigliando); in senso figurato sta per ‘in tenera età, in età molto giovanile (se riferito a una persona), al suo inizio, tuttora lontano dalla perfezione (se rifierito a una cosa)’; è impiegato anche per indicare una cosa che non si è verificata ma che si spera abbia buon esito oppure, con uso aggettivale, ‘che si prepara ad esercitare una certa professione; che aspira a raggiungere un certo grado, una data posizione; ancora in tenera età’.

quando però si prende in erba e se ne modifica la preposizione, traformandola da semplice ad articolata, il gioco di parole che si produce si comprende pienamente solo se si ha in mente un altro campo di conoscenza, accomunato all’erba dal colore. Il verde.

Verde, come si è avuto modo di scrivere in un post precedente, proviene da una forma del lat. volgare *virdes (dal lat. classico viridis, deverbale da virere ‘essere verde’) ed è attestato nel corso della storia lnguistica con numerosi significati, molti di più di quanti si potrebbe pensare. Tra questi ci sono quelli di ‘acerbo, non maturo; colto da poco, non appassito o secco; fresco’ e, in senso figurato, di ‘che è giovane d’età ma anche dotato delle qualità e delle prerogative tipiche di tale età (e perciò di freschezza, spirito, vitalità, etc.)’, il primo piuttosto vicino al significato dell’espressione in erba, e quello di matrice tedesca (der Grün, nome di un partito attivo dagli anni Settanta, al plur. indica il partito, i verdi) che ormai da poco più di trent’anni indica anche in italiano chi ‘appartiene o simpatizza per un movimento politico o di opinione particolarmente sensibile alle problematiche relative alla difesa dell’ambiente e degli equilibri naturali’.

E l’inglese?

“The word green is closely related to the Old English verb growan, “to grow”. It is used to describe plants or the ocean. Sometimes it can also describe someone who is inexperienced, jealous, or sick. In the United States of America, green is a slang term for money, among other things. Several colloquialisms have derived from these meanings, such as “green around the gills”, a phrase used to describe a person who looks ill” (Wikipedia)

Il significato connotato in senso ambientalista, ecologista, etc. è perciò, come per l’italiano, un calco del termine tedesco.

In conclusione, un semplice gioco di parole, quale quello originato dalla manipolazione di una preposizione, mostra l’inscindibilità e l’importanza strategica del rapporto tra conoscenza e comunicazione ma anche tra lingua e comunicazione e lingua e conoscenza.

Un rapporto che sarebbe bene far proprio fin da quando si è in erba.

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